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Gli avv.ti Rinaldi, Miceli, Ganci e Zampieri, dopo l’ordinanza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ottenuta il 18 maggio 2022, che ha attribuito la c.d. “carta elettronica” anche ai docenti a termine, sono riusciti a conseguire un’ulteriore importante remissione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, relativa al contrasto con la normativa dell’Unione Europea del mancato computo, in sede di ricostruzione della carriera, del servizio svolto nelle scuole paritarie.  

La remissione riveste una particolare rilevanza in quanto interviene dopo che la Corte di Cassazione e la Corte Costituzionale avevano avallato il mancato riconoscimento, ai fini della ricostruzione della carriera nella scuola pubblica, del servizio preruolo dei docenti nelle scuole paritarie. 

Il Tribunale di Padova ha invece condiviso la tesi degli avv.ti Rinaldi, Miceli, Ganci e Zampieri, sull’illegittimità del mancato computo del servizio espletato nelle scuole paritarie ai fini della ricostruzione della carriera per violazione del principio di non discriminazione, contenuto nella clausola 4 dell’accordo quadro sui contratti a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, e con il principio di parità di trattamento, sancito dall’art. 20 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Il servizio svolto nelle scuole paritarie deve essere infatti preso in considerazione in quanto risulta “comparabile” al lavoro svolto dai docenti a tempo indeterminato delle scuole statali e dai docenti a tempo determinato e indeterminato delle scuole pareggiate, parificate, sussidiate o popolari, a cui il Ministero invece computa il servizio pre ruolo.

Gli avvocati ideatori dell’iniziativa: Giovanni Rinaldi, Walter Miceli, Fabio Ganci, Nicola Zampieri

 

Il Tribunale di Padova, con ordinanza del 13 agosto 2023, è pertanto giunto alla conclusione di rimettere alla CGUE la questione della compatibilità della normativa italiana con la normativa eurounitaria nella parte in cui non considera i servizi svolti nelle scuole paritarie.

Come noto le sentenze della Corte di Giustizia sono vincolanti per i giudici nazionali, per cui se la Corte di Giustizia confermerà l’illegittimità del mancato computo del servizio espletato nelle scuole paritarie ai fini della ricostruzione della carriera, prospettato dagli avv.ti Rinaldi, Miceli, Ganci e Zampieri, tutti i dipendenti della Scuola Paritaria transitati nei ruoli ministeriali potranno ottenere il computo del servizio espletato nelle Scuole paritarie facendo valere il contrasto della normativa italiana con i superiori principi di non discriminazione e di parità di trattamento.  

Anche in questo caso, come per la carta docente, potranno peraltro beneficiare del reinquadramento solo i dipendenti che agiranno in giudizio, chiedendo l’annullamento del decreto di ricostruzione della carriera. Il diritto agli arretrati retributivi inoltre è sottoposto ad un termine di prescrizione di 5 anni. 

Si invitano pertanto tutti i docenti ed ata interessati alla ricostruzione di carriera con il computo del servizio svolto nella paritaria ad inviare la scheda compilando il seguente modulo.

La Stampa (24/8/2023) parla di noi.

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Gli stessi docenti che promuovono le azioni per rivendicare i diritti come docenti della scuola paritaria, scoprono spesso di avere diritto anche alla Carta Docente Precario:

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